Buon compleanno John Bonham

Questa settimana ho deciso di ritardare di un giorno l’uscita dell’articolo che tratta di musica. Il motivo è semplice: oggi, 31 maggio 2014, sarebbe stato il compleanno di uno dei batteristi che mi ha emozionato di più: John Bonham. Non voglio cadere nella trappola del "miglior batterista del mondo" o titoli simili, perché, oggettivamente, non lo è stato ma semplicemente credo che sia giusto, ogni tanto, parlarvi di personaggi che mi hanno colpito così profondamente da indirizzarmi verso il mio mestiere.

Il sound pesante e potente che tutt’ora lo contraddistingue nasce probabilmente in tenera età; infatti, fin da bambino, iniziò a percuotere pentole e pentoloni con le mani e altri oggetti, finché il padre decise di regalargli una drum kit della premier percussion. Nato come autodidatta non si accosta mai ad un maestro per imparare a suonare, semplicemente decide di farsi dare qualche consiglio da batteristi più capaci di lui, finchè non trova un sound completamente personale.

"Se il tuo sound si basa solo sulla tecnica suonerai come chiunque altro . Ciò che conta è essere originali” (J. Bonham)

John era un ragazzo dal carattere docile, ma riusciva a essere violento nel momento in cui si sedeva al suo strumento, tanto violento e rumoroso che molte band decisero di non farlo suonare con loro e, fuori da alcuni locali, si poteva notare un cartello che riportava la scritta: "Non facciamo suonare band che hanno come batterista John Bonham".

Questa dualità di carattere troverà presto sfogo, purtroppo, non solo tra “l’uomo e il batterista” ma anche con “l’uomo e l’alcol”.

Per John la vita non era facile: non era ricco e doveva occuparsi di una giovane moglie, Pam, da cui presto avrebbe avuto un bambino; tuttavia questi problemi economici né rallentarono né frenarono il desiderio di sedersi al suo strumento. Per quanto fosse in difficoltà nulla gli impediva di studiare, e questa sua "testardaggine" è stata, forse, uno dei motivi che lo portarono al successo.

Dopo alcuni anni a militare nelle band capeggiate dal cantante Robert Plant, passando dai Crawling King Snakes ai Band of Joy, i due strinsero un’amicizia indissolubile, finchè, nel 1968, registrarono il primo album firmato Led Zeppelin con la formazione che tutti noi conosciamo.

Grazie a questo disco iniziò la scalata al successo; John, ormai conosciuto da tutti come Bonzo (nome preso da un cagnolino protagonista di una serie a cartoni animati) per il suo carattere docile, presto si troverà a dover portare con sè un nuovo soprannome: The Beast.

I Led Zeppelin cominciarono a girare il mondo, la loro tecnica e innovazione musicale lasciava gli spettatori a bocca aperta ma, il nostro Bonzo, "grazie" all’eccessivo successo e alla nostalgia delle campagne inglesi, trovava sfogo non solo nella musica ma anche nell’alcol.

Questa dedizione al bere portò il batterista ad avere forti cambi comportamentali, da docile e silenzioso Bonzo si trasformava in The Beast! A farci i conti erano spesso le camere d'albergo che venivano letteralmente distrutte dall’incontrollabile John; la sua vita costellata di riconoscimenti come batterista era anche costellata di aneddoti di depravazione:

Era solito picchiare i roadie, distruggere bar e pub, finire incosciente in festini orgiastici, si racconta che una volta pagò una donna per essere schiaffeggiata con un pesce morto e che il resto del gruppo, spesso, prendeva stanze d'albergo a dedita distanza dall’alloggio di The Beast senza confidargli l’indirizzo, per paura che potessero essere coinvolti in una delle sue “avventure”.

Per parlare di John e dei Led Zeppelin ci vorrebbe un giorno intero e qui, purtroppo, dobbiamo tagliare corto. Il 25 dicembre 1980 Bonzo si recò completamente ubriaco a casa di Jimmy Page, troppo alterato per suonare venne trasportato di peso in una stanza da letto, dove venne ritrovato il giorno dopo soffocato dal suo stesso vomito. I Led Zeppelin dichiararono che non potevano più suonare senza di lui, essendo troppo particolare per ricreare lo stesso sound in sua mancanza.

"Desideriamo rendere noto che la perdita del nostro caro amico e il profondo senso di rispetto che nutriamo verso la sua famiglia ci hanno portato a decidere — in piena armonia tra noi e il nostro manager — che non possiamo più continuare come eravamo."

E così fu, i Led Zeppelin si riunirono solo in rarissimi casi e, spesso, a scopo di beneficenza.

John non era un tecnico, ma era unico nel suo stile, ha imparato ascoltando Buddy Rich e Ginger Baker, e grazie alla sua innata capacità è, tutt’ora, un’ispirazione per la maggior parte dei batteristi. Veloce, potente e incisivo non si può non ascoltarlo rimanendo impassibili. Tanto che lo stesso Jimi Hendrix disse:

"Ragazzo, il tuo piede destro è più veloce di quello di un coniglio!"

Buon compleanno John.

2 comments

  1. Avatar
    alessandro 28 Marzo, 2016 at 01:35 Rispondi

    Finire il discorso che non hai aperto,quello del piu grande vatterista del mondo,dicendo che bonzo oggettivamente non lo e’ stato , apparte essere un cretineria,che riporta subito al batterista più bravo del mondo,evidenzia il tuo poco affetto per bonhan, e l oggettivamente che usi, e’ triste e allarmante. Sono onesto ho una gran voglia di insultarti,mu trattengo per educazione

    • Redazione di Nastorix
      Redazione dei nobili di Nastorix 28 Marzo, 2016 at 01:49 Rispondi

      Ciao Alessandro, mi spiace che l’articolo non sia di tuo gusto, ma credo che in parte sia dovuto al fatto che non hai prestato ben attenzione a ciò che il nostro autore ha scritto. Nel testo è evidente la stima e il rispetto per un personaggio della levatura di Bonzo, ed è anche particolarmente evidenziato quanto il suo stile prevaricasse ogni tipo di commento tecnico.
      Per ogni domanda saremo lieti di risponderti anche in via privata tramite la nostra mail che puoi trovare nella sezione contatti, ti auguriamo una buona Pasqua

      Staff Nastorix

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