Cronaca di un amore beduino non consumato

Tra le tante cose che una giovane donna non eccessivamente brutta che viaggia da sola deve tenere in conto c'è certamente la possibilità, anzi la certezza, di essere corteggiata dagli individui più disparati. Se l'uomo italiano ha la fama mondiale del latin lover, nei miei viaggi ho appreso che le donne italiane hanno invece la reputazione di essere alquanto passionali e brave a letto, il che, ovviamente, alletta gli uomini di qualsiasi nazionalità. E poi c'è sempre il fascino dell'esotico, dell'avventura, che incuriosisce e intensifica proporzionalmente la passione.

Mi sono trovata spesso nella situazione di essere avvicinata dal maschio allupato di turno e le tecniche di corteggiamento a volte sono state davvero creative e originali. Ma credo che il premio per il tentativo più esilarante vada ad un giovane beduino che ho incontrato a Gerusalemme. Stavo passeggiando da sola per il quartiere musulmano della città vecchia quando lui è spuntato fuori dal suo negozietto di cosmetici cercando inutilmente di vendermi qualcosa. Rassegnatosi finalmente alla mia determinazione a non comprare e abbandonate le vesti dell'uomo d'affari, è passato al contrattacco sessuale con una disinvoltura e una rapidità decisamente notevoli.

"Hai il ragazzo?", chiede mentre mette a posto le creme che non intendo acquistare.

"Sì". Non è vero, non ho il ragazzo, ma ho imparato che mentire può risparmiare un sacco di scocciature in questi casi. Non sempre però, soprattutto se il soggetto è particolarmente testardo, come questo qua per esempio.

"Ah, e da quanto?"

"Da due anni"

"E con quanta frequenza vi accoppiate?"

"Scusa?". Lo guardo bene: no, non sta ridendo, è serio. Non scherza.

"Ma sì... hai capito. Quante volte al giorno fate sesso?"

"Non sono affari tuoi".

"Non arrabbiarti. Chiedevo così... il sesso è importante. Noi beduini siamo molto liberali, per noi è normale chiedere. Chiedevo così, perché magari il tuo uomo non ti soddisfa, e non va bene, perché il sesso è importante, vero?"

"Non lo metto in dubbio", rispondo. "Così tu parli in questo modo alle donne beduine?"

"Certo, è normale. Siamo molto disinibiti noi".

Mi viene il primo impulso di ridere: mi hanno spiegato che i beduini sono poligami, ma tutt'altro che disinibiti, soprattutto quando si rivolgono ad una donna. I parenti della beduina l'avrebbero già fatto a pezzi.

"Sai, una volta sono andato dal dottore", mi confida il beduino. "Perché tutte le donne con cui sto le distruggo. Sono stato giusto con un'italiana qualche tempo fa. Dalle dieci di sera alle sei di mattina, senza smettere. Alla fine la poverina mi ha implorato di smettere, perché io non smettevo mica sennò. Così sono andato dal dottore".

"E cosa ti ha detto il dottore?"

"Gli ho parlato delle mie incredibili prestazioni e lui ha detto: tu sei il secondo uomo più virile di tutto Israele, il primo sono io. Ma lui ha settant'anni, capito? E io ne ho trentadue. Quindi in realtà sono io il più virile di Israele, non lui. Questo record è un fardello, credimi. Dev'essere il latte di cammella".

"Il latte di cammella?". Faccio finta di tossire e guardo in giro per non far capire che sto per scoppiare a ridere.

Il beduino continua a guardarmi negli occhi con la massima serietà, come se stesse parlando di una questione di vita o di morte. "Sì, beviamo un bicchiere di latte di cammella tutte le mattine appena svegli. E' afrodisiaco. E così noi beduini siamo i maschi più insaziabili del mondo. Per questo abbiamo più di una donna. Dovresti provare se non mi credi. Ci sono qua io, è un'occasione unica, pensaci".

"Grazie per la generosa offerta", dico con un altro falso colpo di tosse. "Ma ho il ragazzo".

"Beh, non siete sposati, no?"

"No"

"Allora non conta. Non gli devi mica dire tutto", consiglia con gravità. Non capisco come riesca a rimanere serio con tutte le balle che racconta. Mi viene il dubbio che ci creda davvero, dopotutto. "Non bisogna dire tutto agli uomini. Sennò si arrabbiano. Ma tu adesso sei qua in un paese straniero. Apri la mente. Esplora. Conosci. Sei qua per questo, no? Impara e insegna al tuo ragazzo, così lui è contento perché scopre la sua virilità, e sei contenta anche tu perché sei soddisfatta. Fallo almeno per lui. C'è solo da guadagnarci".

"E' molto altruista da parte tua, ma purtroppo io non lo sono. Piuttosto preferirei correre il rischio di essere sessualmente insoddisfatta per tutta la vita, grazie".

"Quindi vedi che sei insoddisfatta?"

"Non ho detto questo". Mi alzo. So che dovrei dargli uno schiaffo per la sua impertinenza, ma mi viene da ridere. Non riesco più a trattenermi, devo andarmene. La situazione è così surreale che rimpiango di non aver filmato tutta la conversazione. "Devo andare al Muro del Pianto adesso. Vado a piangere anch'io, forse è meglio. Quindi adesso vado. Grazie per lo spettacolo".

"Se cambi idea sono qua fino alle sei stasera", mi informa premuroso il beduino. Non credo abbia colto il sarcasmo, o forse sì ma fa finta di niente.

"Lo terrò a mente, molto gentile. Ciao". Mi allontano un po' e rido per cinque minuti senza ritegno. La gente mi guarda come se fossi completamente suonata. Ma sono grata a quel beduino: da allora ogni volta che sono triste mi basta pensare a lui, mi faccio una sana risata e mi sento subito meglio.

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