D per Dishonored- Guida per il perfetto zerbino

Iniziamo dicendo che questo gioco non l'ho scelto, è capitato. Capitato bene, ma pur sempre croce e delizia è stato. Ero al, per non fare pubblicità, Break Trastullo e, visto le altissime ricchezze di cui dispongo, stavo guardando i giochi usati nella fascia di prezzo "pezzente". Ebbene tra Ammazza che Mazza e il videogame gestionale Barbie e il Bordello Ucraino, ho visto la copertina più tamarra che potesse essere realizzata, con un titolo altrettanto tamarro: Dishonored: Definitive Edition. Doveva essere mio! Dopo aver pagato con due rupie e 3 chili di farina, mi fiondai a casa per provarlo.

(Lo so che in foto non si nota ma è tutto argentato!)

Scopro con piacere che di Definitive non ha proprio nulla, se non che ci hanno schiaffato dentro 3 DLC, e che hanno deciso di rimasterizzarlo per PS4 e Xbox One, ma senza apportare nessuna miglioria grafica. Ma devo ammettere che, se non l'avessero reso giocabile per PS4 io non l'avrei mai provato, quindi grazie Bethesda per aver fatto incazzare milioni di persone che se lo sono comprati due volte cosicché io potessi provarlo per due spicci.

Dishonored (quello non Definitive ma tanto è uguale) è stato rilasciato in Europa nel 2012, mentre la Definitive è uscita nel 2015; sviluppato da Arkane Studios e prodotto da Bethesda Softworks. Il gioco si presenta come un FPS, action e, se proprio vogliamo, stealth, dalle tematiche dieselpunk, fantasy, horror, dark, gothic con un'estetica vittoriana.

Possiamo affrontare la storia in due modi:
1- Cazzomene vi uccido tutti con l'arsenale che mi ritrovo e bum bum bum ciao.
2- Ninja style, e via di corse sui tetti e mosse soporifere alla Dr. Spock (stile che prevede il minor numero di uccisioni e la presa di coscienza che una situazione che puoi risolvere in due secondi con due bombe e no way out, bitch! Si trasforma in ore di appostamento)

La storia segue le vicende di Corvo Attano, capro espiatorio di tutta Dunwall (città inventata), infatti qualsiasi cosa succede la colpa è sempre nostra, l'unica cosa della quale non siamo stati accusati è del fatto di aver portato la peste nel nostro paese. Ma andiamo con ordine e vediamo di capire come si sviluppa la trama. Il videogame inizia con il nostro arrivo al cospetto dell'imperatrice Jessamine Kaldwin; come suoi sottoposti veniamo mandati nelle isole vicine per cercare aiuto nel contenimento della peste che sta dilagando in tutto il regno, e adesso siamo di ritorno per portarle il dispaccio con la risposta dei governanti vicini. Prima di consegnare la missiva veniamo fermati dalla principessa Emily, che ci costringe a fare una noiosissima partita di nascondino (potete dire di no all'affettuosa bambina... dite NO! all'infante e sì al colesterolo); in questo frangente conosciamo alcuni personaggi che incontreremo nuovamente durante i livelli successivi. Arrivati al cospetto dell'imperatrice scopriamo che il dispaccio porta cattive notizie e, per la solita legge di Murphy, all'improvviso compare un gruppo di assassini che uccidono la regina e rapiscono la giovane Emily, lasciandoci mezzi morti. Ovviamente, seppur il cortile sia gremito di persone, tutti arrivano a massacro compiuto dopo che gli assassini si sono defilati.... e di chi è la colpa? Ma ovviamente nostra! (credo che non sia necessario dire che il nostro compito è salvare Emily)

Senza raccontarvi troppo della trama aggiungo giusto un paio di cose: rimaniamo in galera per sei mesi, finché non veniamo contattati da un gruppo di rivoluzionari. Evadiamo e giunti al nascondiglio dei ribelli facciamo la conoscenza del gruppo più paraculo e antipatico che un videogame potesse proporre. Il nostro compito consiste nel fare lo "zerbino" o il "cane", del gruppetto sovversivo: infatti ci vengono dati vari compiti, davvero difficili per un uomo solo e, seppur portiamo a termine nel migliore dei modi il nostro lavoro, tornando scodinzolanti dal gruppo, nessuno ci lancia i croccantini, ma ci viene subito assegnata un'altra missione impossibile. Durante un pisolino in cuccia nel rifugio ci appare in sogno Ian Curtis, solo che in questo videogame si farà chiamare "L'Esterno", una sorta di divinità emo che ci tatua la mano donandoci poteri magici, e ci consegna "il cuore rivelatore" (seconda citazione a Edgar Alan Poe, la prima se non l'avete beccata è il nome del protagonista) un cuore pulsante che batte forte, indicandoci delle zone con oggetti rari. Fuochino, fuooochino....Fuoco!

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Se finora vi ho raccontato di questo gioco in maniera scherzosa, voglio spendere le ultime righe parlandovi del perché questo titolo è davvero bello. Dishonored vanta un gameplay libero, facendoci scegliere come affrontare tutte le vicende, il mondo intorno a noi, compreso il finale, cambia in base alle nostre scelte: più morti lasciamo sul nostro cammino, più malati e appestati troviamo in città. Le stesse scelte sono molto importanti e proibitive, infatti il videogame concede un armamentario molto vasto, ma se decidiamo di non uccidere dovremmo studiare bene ogni situazione, e potremmo usare solo un paio di armi sedative e la nostra mossa alla Dr. Spock. Questa scelta aumenta la difficoltà in maniera esponenziale, e rende tutto "piacevolmente frustrante" (ma sai che soddisfazione finirlo così!). Le missioni secondarie sono costruite in maniera intelligente, infatti ogni obiettivo facoltativo che porteremo a termine, arricchirà la trama e le possibilità nei livelli successivi. I movimenti frenetici e quelli da spia si allacciano tra loro in maniera splendida, permettendo di fare azioni complicate ma divertentissime, cosa che difficilmente ho riscontrato in altri titoli. Seppur la grafica è "vecchia" (buona per la old gen), l'estetica è favolosa, i personaggi sono grotteschi e caricaturali, eppure riescono ad essere davvero inquietanti ma anche spettacolari, come ad esempio il livello della "festa in maschera".

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La trama, anche se la vivremo completamente in prima persona, si sviluppa in maniera magistrale. Penso che sia difficile raccontare così tanto tramite un gioco dove il protagonista non parla ed è privata di cutscene. Il tutto è carico di citazioni da romanzi di genere, e riusciremo a creare un vero legame con la solitudine e le affezioni di Corvo; un'esperienza ludica, a mio parere, melanconica e molto significativa. Lo ammetto ho tentato di farvi ridere perché, se avessi scritto seriamente, avrei tessuto esclusivamente lodi a questo gioco. Infatti, potete non crederci, anche se ho scherzato in maniera pesante sui pochi punti deboli del videogame, sto aspettando con ansia Dishonored 2, annunciato quest'anno all'ultimo E3.

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