“FAST & FURIOUS 7”

Essendo giunti al nuovo capitolo di questo redditizio franchise, la domanda nasce spontanea: chi è il più fast ed il più furious tra Paul Walker e Vin Diesel? A parere dello scrivente la risposta, almeno per il momento, è molto semplice: il conteggio degli episodi fa pendere la bilancia dalla parte del primo, il quale ne ha interpretati sei, uno in più rispetto al collega. Inoltre, valutando il non trascurabile fattore economico, “2 Fast & 2 Furious” senza Vin Diesel aveva incassato più del primo capitolo. Nel frattempo, purtroppo, Paul Walker è morto in un incidente stradale, tanto da costringere la Universal a posticiparne l’uscita di un anno preciso. Al pubblico non solo americano, quindi, spetta l’onere di decretare se questa supremazia debba restare tale oppure no. In origine il finale era stato scritto dagli sceneggiatori come un’introduzione all’ottavo episodio (come già accaduto nel sesto), ma, poi, è stata modificato in profondità per trasformarlo in un affettuoso e doveroso omaggio: il simpatico personaggio di Brian O’Conner, infatti, non muore, ma viene fatto uscire di scena. A tale scopo la produzione ha coinvolto nelle riprese i due fratelli di Paul, a lui abbastanza somiglianti.

Il cambio del regista si nota, ma non in maniera eccessiva: James Wan dirige con bravura tutto il cast attraverso una storia ricca di scene spettacolari improbabili. Prima di lui, Justin Lin, aveva dato nuovo lustro e slancio ai personaggi attraverso un ritmo adrenalitico che aveva sviluppato lungo i capitoli tre, quattro, cinque e sei.

Il nemico di turno è interpretato da Jason Statham; Dwayne-Johnson torna di nuovo nei panni dell’Agente Hobbs; Kurt Russell, invece, compare per la prima volta (e sembra già opzionato per il futuro). Tutta la mia attenzione, però, è rivolta a Tyrese Gibson, Vin Diesel ed a Paul Walker. Di quest’ultimò mancherà agli spettatori la simpatia, il sorriso e - perché no? - gli occhi azzurri del tipico americano sportivo ed affascinante. Gibson, invece, torna per la quarta volta con il personaggio di Roman Pearce, simpaticamente divertente e rompiscatole. Come di consueto, Vin Diesel - qui ancora in veste anche di produttore - parla quasi per monosillabi e con al massimo una o due espressioni facciali (lontani i tempi di “Prova a incastrarmi” di Sidney Lumet in cui aveva dato prova di capacità di trasformismo grazie ad un ruolo invecchiato e imbolsito, diverso anni luce da quelli dei suoi film più famosi). Ci sarà un “Fast & Furious 8”? Gli incassi stratosferici in America ed in Europa portano a credere di sì, anche se non è già stato annunciato ufficialmente. La storia, comunque, avrà bisogno di una nuova e valida ripartenza.

Consigliato a: chi vuole trascorrere due ore in un simil luna park. Voto: 7.

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