Jack, quello cattivo

[Attenzione: La voce narrante di seguito è un personaggio fittizio, così come tutti gli altri personaggi che interagiscono nel breve intreccio che segue, tutti liberamente tratti da film cult. Gli episodi sono frutto della mia fantasia, senza alcun legame con la realtà, pertanto rilassatevi e godete di questo chupito. Se è la prima volta che vi imbattete in questa rubrica, e vi appassiona la parte romanzata, vi invitiamo a seguirla dal suo primo capitolo che potete trovare qui]

Sono banale, ma dopo una serata passata a bere al bar Storix, non posso che continuare sul filo vittoriano, seguendo la pornografia del macabro, il profumo del mistero, un nome che mi ronza da un paio di chupiti: Jack lo squartatore.

Nasce non sappiamo dove, quando tantomeno, morto? Sicuramente dato il tempo ormai trascorso, decade la teoria del solito stronzo, seguito dai suoi adepti (ancora più invasati) secondo cui in realtà è ancora vivo chissà dove, il cadavere non è stato trovato, ecc.. Sono passati più di cento anni, è morto. E poi chi sia nessuno lo sa con certezza. A proposito di stronzi, uno in particolare ha comprato ad un asta uno scialle che pare essere appartenuto ad una delle vittime, l’ha fatto analizzare da un esperto che alla fine dei suoi studi ha dichiarato il colpevole: Aaron Kosminski,un giovane barbiere polacco già sospettato dalla polizia. Numerosi dubbi sono stati sollevati, potrebbe anche essere lui il colpevole, ma questo test non convince proprio nessuno. Chi sia Jack lo squartatore non è dato saperlo evidentemente. La sua storia è talmente spaventosa che neanche il peggior splatter del cinema potrebbe fare più ribrezzo. Credo sia inutile dire che è stato un serial killer, nella Londra vittoriana, cui vengono attribuiti ufficialmente gli omicidi di cinque donne prostitute, ma si sospetta che le sue vittime siano una quindicina.

Tutto inizia il 31 agosto del 1888, quando di fronte ad un mattatoio viene trovato il cadavere di Mary Ann Nichols, con la testa quasi rescissa del tutto e squartata come una bestia al macello, tanto che l’intestino fuoriusciva dal ventre. Come detto le vittime accreditate sono cinque, tutte quasi decapitate e squartate, a volte con le viscere sulla spalla, o con i genitali asportati e altre atrocità che non voglio più sottolineare. Ovviamente alla polizia arrivano continue lettere di rivendicazione, ma alcune potrebbero essere autentiche, quali? Non l’hanno ancora scoperto, ma una di queste porta la firma di Jack lo squartatore (potete trovare svariate teorie qui). Voilà. Gli omicidi hanno una cadenza precisa e sono circoscritti, il quale suggerisce diverse teorie e sospettati, alcuni anche illustri. L’opinione pubblica è in fermento, la polizia brancola nel buio, viene presa in giro dalle vignette dei giornali, che ovviamente cavalcano l’onda del mistero, marciando su particolari e stravaganti supposizioni; il colpevole in realtà è un potente insospettabile e viene addirittura fatto il nome di Oscar Wilde e di Lewis Carroll, autore di “Alice nel paese delle meraviglie”. Gli omicidi avvengono tutti durante i fine settimana, e personalmente mi piace pensare che i due artisti avessero di meglio da fare.

E se l’assassino in realtà fosse una donna? In effetti una sospettata c’è, Mary Pearcey, che ha ucciso e fatto a pezzi moglie e figlia di Frank Hogg perché innamorata dell’uomo. Sembra una forzatura postuma, ma non troppo. Uno studio sul Dna dei francobolli delle lettere di Jack sembra dimostrare che la saliva sia di una donna, e così torniamo all’inizio di questo articolo e capiamo una cosa, cioè nulla.

Nessuna conclusione, tante parentesi aperte e una sola certezza: il macabro tira quanto il pelo di non ricordo cosa, e infatti Jack the ripper compare in molte pellicole cinematografiche, serie tv e puntate varie. Ed ora anche su Nastorix.

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