“James Bond e la Spectre - Viaggio nel mondo di 007 (Parte 1)”

Il prossimo 6 novembre “Spectre”, la ventiquattresima missione di James Bond, esce nei cinema. Mai come questa volta appare utile riassumere qualche informazione preliminare, per permettere allo spettatore di godere in pieno di ogni dettaglio e di ogni significato che la pellicola diretta da Sam Mendes di certo fornirà.

Nel 2006 il debutto di Daniel Craig nei panni della spia più famosa del mondo è stato definito dal Produttore Michael G. Wilson un “reboot”. Nella sequenza iniziale di “Casino Royale”, infatti, il pubblico si è trovato davanti un Bond privo del doppio zero, intento a conquistare sul campo la Licenza. Nel corso delle scene di “Quantum of Solace” (2008) girate a Siena, poi, un prigioniero fa riferimento ad una potente organizzazione clandestina, infiltrata ovunque, che desta la preoccupata attenzione di M, il capo dei servizi segreti inglesi. Adesso, grazie al Trailer ufficiale, si capisce che quanto accaduto in “Skyfall” (2012) è propedeutico a svelare l’identità e la natura di tale struttura criminale: la Spectre, appunto. Fin qui la cronistoria non fa una piega, ma bisogna tener presente che la saga di 007 è iniziata al cinema più di cinquant’anni fa!

In “Licenza di Uccidere” (1962) il primo James Bond - interpretato dal mitico Sean Connery - apprende direttamente dal nemico, il Dottor No, l’esistenza del “Supremo Esecutivo per il Controspionaggio: Terrorismo, Ritorsione ed Estorsione. Le quattro pietre angolari del potere con a capo le più grandi menti criminali del mondo!” Nel successivo “Dalla Russia con amore” (1963) il nostro eroe deve sventare il diabolico piano di Kronsteen (il N° 3) e di Rosa Klebb (il N° 5); così come in “Thunderball” (1965) quello di Jacques Bouvard (il N° 6) e di Emilio Largo (il N° 2). Solo a partire dal quinto film il pubblico può vedere in azione Ernst Stavro Blofeld, il N° 1, il capo supremo. Così, in “Si vive solo due volte” (1967), in “Al Servizio Segreto di Sua Maestà” (1969) - l’unico ad avere come protagonista l’australiano George Lazenby - e in “Una cascata di diamanti” (1971), lo scontro senza esclusione di colpi sembra concludersi con l’apparente sua sconfitta e, di conseguenza, della Spectre. Finita qui? Non ancora e qualcosa da sapere o da ricordare c’è ancora…

Se la prima decade cinematografica di James Bond, ad eccezione di “Missione Goldfinger” (1964), si contraddistingue per la continua lotta contro gli emissari della Spectre, la seconda si caratterizza per il motivo opposto: le missioni di Roger 007 Moore, infatti, sono contro i nemici più diversi, senza che questi siano mai legati tra loro in alcun modo. Poi, nel 1981 la sequenza iniziale di “Solo per i tuoi occhi” fa un torna a pescare nel passato per dare luogo all’inequivocabile morte di Blofeld. A questo punto la domanda nasce spontanea: come mai ad un personaggio così leggendario vengono riservati solo sei minuti per farlo uscire di scena? Bisogna sapere che la Spectre è nata dalla fantasia di Ian Fleming e non solo: pertanto, a causa di alcune controversie legali da parte di Kevin McClory, coautore del romanzo “Thunderball”, i Produttori Harry Saltzman e Albert R. Broccoli già da qualche anno non potevano più utilizzare, né Blofeld, né la Spectre. Proprio per questo motivo lo storico assassino - assolutamente riconoscibile da ogni elemento - della Signora Teresa Bond viene fatto morire senza che nell’intera sequenza venga pronunciato il suo nome o quello della sua organizzazione.

Adesso che la battaglia legale si è finalmente conclusa, cosa potrà succedere nel mondo del nostro eroe? Essendo le attuali pellicole un “reboot”, si può ancora raccontare molto, sia per chi è un giovane fan, sia per chi interpreta ogni missione di Daniel 007 Craig come accadimento anteriore a “Licenza di Uccidere”: per fortuna, a sostegno di tale posizione, nel primo colloquio con M, Sean 007 Connery afferma di essere nel Servizio da dieci anni!

Alle inevitabili incongruenze cinematografiche è meglio non prestare eccessiva attenzione; altrimenti tocca fare proprio quell motto di Bond che dice: “vivi e lascia morire”! O no?

Se vi è piaciuto questo articolo potete trovare gli altri appuntamenti qui:

Parte 2

Parte 3

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