Juventus Barcellona una sconfitta tutta italiana

Sfuma la vittoria che avrebbe riportato l’Italia vincente a Berlino 9 anni dopo al successo del mondiale nella stessa città.

Il Barcellona porta a casa la quinta Champions League, dopo una partita non poco discussa, e non parlo esclusivamente del rigore negato al centrocampista Pogba che avrebbe, forse, cambiato le sorti della finale ma anche delle discussioni tra Italiani e Italiani, o meglio, tra juventini e non juventini.

La partita, per quanto se ne possa dire, è stata a senso unico. Con questo non voglio dire che la squadra italiana non fosse capace, ma che tecnicamente non era possibile, guardando le vittorie come influenzate esclusivamente dal fattore bravura, vincere questa coppa.

Al quarto minuto dopo un po’ di incertezza della squadra spagnola (durata solo 3 minuti) va in rete Rakitic, grazie a una triangolazione spettacolare tra Neymar e Iniesta, al 55’ troviamo un pareggio grazie ad un’azione da "avvoltoio" di Morata che becca la respinta del portiere Ter Stegen. Da qui in poi il declino; come già detto in precedenza l’arbitro lascia correre un fallo in area su Pogba, e grazie al contropiede innestato da questa “svista” Suarez trova il secondo goal della Squadra, fino ad arrivare al terzo goal con Neymar al 97’… partita chiusa. Il Barcellona porta a casa la coppa, i giocatori juventini trattengono le lacrime dopo un campionato di tutto rispetto, e l’Italia festeggia.

Si è proprio così l’Italia festeggia! Non è un errore di battitura o un refuso… l’Italia festeggia.

Finita la partita esco di casa e sento il classico strombazzamento da festa post vittoria. Strano, penso, non sapevo che in Brianza ci fosse una comunità spagnola, ma la cosa non mi smuove più di tanto, saranno gli stessi ragazzi juventini che per sdrammatizzare sono in giro a far casino. Mi sbaglio.

Premetto prima di continuare che anche io ho le mie simpatie calcistiche, e quando si tratta di campionato, per questioni di punti, tendo a tifare pro o contro a squadre “non mie”, ma da Italiano vedo la Champions in un altro modo, ovvero sostenere i club del nostro paese che siano (a me) simpatici o no. Io devo essere fatto strano da questo punto di vista, ed arrivato al bar me ne rendo conto.

Tra i soliti schiamazzi da pub c’è una gran quantità di persone che festeggiano, festeggiano la vittoria del Barcellona, no mi sbaglio, festeggiano la sconfitta della Juventus! Una sorta di festeggiamento goduto, con tanto di frasi razziste nel mezzo come: “non ci sono negri italiani”, che a pensarci bene per quanto non sono d’accordo non c’è nemmeno un nesso logico con la società sportiva e la partita in questione essendo tutti i giocatori di colore del club juventino considerati non italiani siccome nati NON in Italia, ad eccezione del difensore Angelo Ogbonna nato a Cassino, quindi italiano a tutti gli effetti, che, comunque, non ha partecipato attivamente alla finale di partita.

Comunque, non voglio portare l’attenzione sul fattore razzismo, ma voglio arrivare ad un mio grande interrogativo: perché godere dei fallimenti altrui?

Chiaro come il sole che il fallimento altrui è un fattore di godimento se si tratta di una finale Italia vs Italia, come potrebbe essere che: se il Milan vince la finale di Champions contro la Juventus, i tifosi milanisti, giustamente, si dedicano al festeggiamento con scherno per i poveri sconfitti (vale anche il viceversa). Ma perché esultare per la vittoria del Barcellona? C’è forse qualche cosa che io non riesco a capire in tutto questo? Mi sono fatto mille esempi a riguardo e non c’è ne uno che mi torna corretto, facciamo una prova: uno studente italiano prende 30 e non 30 e lode ad un esame universitario, che porterebbe prestigio al nostro paese. Questo esame si svolge in Germania. Il 30 e lode viene dato a uno studente spagnolo. Il ragazzo italiano non mi è per niente simpatico, anche un mio amico ha provato a dare questo esame ma non è nemmeno riuscito (per vari motivi) a prepararsi. Godrei di questo fatto? Assolutamente no! Anzi seppur questo ragazzo mi è antipatico riesco a rendermi conto che questa è una sconfitta comunitaria e non personale.

A questo punto decido, mio malgrado, di andare a fare un giro sui social cercando la risposta a questa domanda. Le spiegazioni sono tante quanto assurde:

1-“Volevano fare il triplete, questi sfigati” penso che ogni club punti al massimo, non è esattamente un modo per sminuire il triplete interista.

2-“Meglio il Barca che la Rubentus” non so se questa affermazione va bene anche per migliorare il ranking calcistico italiano

3- “E’ stato bellissimo vedervi perdere in finale”, tenendo conto che la Juventus quest’anno ha vinto campionato e Coppa Italia, non capisco che guadagno c’è, anche da un punto di vista di orgoglio, affermare ciò siccome gli altri club non hanno portato a casa nulla.

4- “Siete Gobbi e per l’ennesima volta siete la vergogna dell’Italia”… direi che vale l’affermazione del punto 3

Tutto ciò ha un termine ben definito: Schadenfreude… termine tedesco che deriva proprio dal godimento nella sconfitta altrui, ed ha una connotazione esclusivamente negativa nella sua lingua natía; all’opposto troviamo mudita termine di derivazione Buddhista che significa gioia collettiva. Nella definizione della parola si portano in esame alcuni esempi come: un contadino prova godimento nel vedere che un altro fattore ha un cattivo raccolto, ma qui casca l’asino in quanto il primo contadino avrebbe un vantaggio sul secondo, in termini economici, se pensiamo che il primo abbia un raccolto leggermente migliore. In questo caso si parla quasi ad un livello di sadismo e cinismo completamente immotivato: sarebbe un po’ come godere nel vedere un’incidente d’auto. Spesso legato all’invidia e, secondo alcuni studi, legati a persone con bassa autostima (New York Time, 2002). Uno studio del 2009 indica come fattore scatenante di questo sentimento un ormone chiamato ossitocina, La somministrazione intranasale di ossitocina risultava infatti aumentare i livelli di invidia (in caso di perdita) e di Schadenfreude (in caso di vittoria) in giocatori impegnati in giochi d'azzardo rispetto al placebo.

In realtà non c’è un vero motivo per godere della sconfitta altrui, non c’è motivo quando non riguarda uno scontro tra club rivali, è semplicemente dettato dall’assurdità del calcio visto dal nostro paese. Un caso simile lo abbiamo visto con la premiazione agli oscar di Sorrentino per La Grande Bellezza, molti italiani si sono indignati di tale vittoria… qual’è il motivo? Sorrentino vi rubava la merenda alle elementari?.

Riprendendo la misantropia Schopenhaueriana, tutto questo forse non è altro che il risultato dell'evoluzione che spetta di diritto all'uomo contemporaneo: l'eterna insoddisfazione di fondo, che cerca di essere colmata con rattoppi, pezze, gioie per le altrui sfortune. Sempre di Schopenhauer parlando, il filosofo si era già dilungato con consigli utili per sconfiggere in qualche modo questa condizione di perenne insoddisfazione polemica. Basti pensare a Consigli sulla felicità o a Come pensare da sé. Antologia essenziale per chi vuole usare la propria testa o ancora L'arte di insultare, tutti libri che evidentemente l'italiano medio, juventino, interista, milanista o che altro non ha letto. Altrimenti, invece che esultare per la sconfitta o la vittoria di una squadra di calcio, passerebbe il suo sabato sera a cercare la sua felicità altrove. Non trovandola, certo, ma magari considerando che esistono forse metodi più efficaci di far passare il tempo che ci resta. Metodi che prima di tutto il resto mettono una cosa che ai calciatori della Juventus, durante la finale, forse è mancata: la testa.

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