Kepler-452 b: la guerra dei cloni

Giovedì scorso a Milano c'erano 35 gradi, erano circa le 8 di sera e molti di noi stavano rientrando dal lavoro. I più fortunati si stavano già godendo mare, spiaggia e solleone, ignari che nel cielo di sole ne è stato scoperto un altro. Sembrerebbe quasi l'incipit di 1Q84 di Murakami, dove la dimensione parallela vissuta dai protagonisti è segnalata da una doppia luna nel cielo, oppure l'effetto di un colpo di calore ma la NASA non scherza, e noi non siamo da meno.

Precisando che comunque il Sole è una stella - che però, a dispetto del nome, non ha niente a che vedere con quelle che vedete cadere in questi giorni - e che l'Universo ne contiene circa 3 seguite da 23 zeri secondo Nature, la vera scoperta è stata che, all'interno della Via Lattea e nella costellazione del Cigno, esiste una stella un po' più brillante del Sole e più vecchia (1,5 miliardi di anni in più) intorno alla quale orbita un pianeta: Kepler-452 b.

Questo pianeta, scoperto grazie al telescopio della Missione Kepler, è dannatamente simile alla Terra a prima vista: pur essendo leggermente più grande, la sua orbita è simile (il suo anno dura infatti 385 giorni "terrestri"), si trova da miliardi di anni alla giusta distanza dal suo sole (e questo implica la possibilità che su di esso si siano sviluppate forme di vita) e potrebbe avere vulcani attivi e acqua in superficie.

Raccontata così sembra una storia incredibile, e benché si trovi soltanto a 1400 anni-luce da noi, scommetto che gli appassionati di fantascienza e di astronomia un pensierino per le prossime vacanze ce lo stanno già facendo. Tuttavia prima che alcuni dei miei più cari amici spendano i loro risparmi per un viaggio di sola andata verso Kepler-452 b, decido di parlarne con qualcuno che se ne intende. Interpello quindi un ricercatore del CNR di Firenze e gli faccio giusto qualche domanda per capire meglio la situazione.

Iniziamo con una domanda tecnica: cos’è un telescopio spaziale?

È un telescopio che se ne sta in orbita intorno alla Terra per evitare i disturbi dovuti all’atmosfera terrestre, che perturba i raggi elettromagnetici che giungono verso la Terra da ogni perte dell’Universo. Percorre un'orbita attorno al Sole più o meno simile a quella della Terra, tenendosi un po' a distanza dal nostro pianeta. Naturalmente essendo "vicino" alla Terra, a sua volta gira intorno al Sole assieme a lei, come del resto anche la Luna.

Qual è l’utilità scientifica di scoprire se esistono dei pianeti simili alla terra nella via lattea?

L'utilità scientifica consiste nell'avere conoscenze nuove. Quando poi servissero, verranno utilizzate. Per esempio quando è stato scoperto l'elettromagnetismo, diciamo nella prima metà dell'Ottocento, nessuno sapeva a che servisse. Per esempio Faraday scoprì l'induzione elettromagnetica, ma nessuno pensava ancora ai motori elettrici o alle dinamo.

Il telescopio spaziale Kepler percepisce la luce riflessa, ma come può dunque percepire i pianeti che orbitano intorno alle stelle come Kepler-452 b?

Kepler percepisce la luce e basta. Solo le stelle emettono luce, i pianeti no e per questo motivo fino a 20 anni fa nessun pianeta extrasolare è stato individuato. La eventuale luce che un pianeta riflette può essere osservabile solo per distanze dell'ordine del raggio del nostro sistema solare, quindi poche ore-luce. Notare che il nuovo pianeta sta a 1400 anni-luce. La nuova tecnica che usa Kepler è di misurare con grande accuratezza e ripetutamente la luce di un gran numero di stelle. Quindi può accorgersi che qualche volta una stella dà un segnale più debole e che ciò accade con regolarità: questo significa che attorno a lei gira un pianeta che con regolarità ne oscura una piccola parte. Quindi il pianeta non viene osservato, ma se ne desume l'esistenza in questo modo.

Parlando di Kepler-452 b in che senso esso è considerato erroneamente il “fratello minore” della terra?

Perchè oltre a essere un pianeta, dal periodo si capisce approssimativamente a che distanza se ne sta dal suo sole. Conoscendo la luminosità dello stesso sole, si riesce a dedurre l'intensità della radiazione solare (di quel sole) sulla superficie del pianeta. Se troppo vicino è troppo caldo (e se ci fosse acqua sarebbe gassosa), se troppo lontano l'eventuale acqua sarebbe ghiaccio. Le distanze intermedie in cui l'acqua sarebbe (sempre se ci fosse, non lo sappiamo) liquida e le temperature moderate (almeno in certe zona, come qui sulla Terra) sono quelle che potrebbero permettere una eventuale vita organica. Solo pochi dei pianeti “osservati” hanno quasta coincidenza di essere nell'intervallo di distanze (ossia raggi orbitali) giusto.

Non esiste quindi in astrofisica un modo per capire se è possibile l’esistenza di un pianeta al di fuori del sistema solare che abbia sviluppato forme di vita simili a quelle terrestri?

Possiamo solo escludere le circostanze in cui la vita sarebbe impossibile. Di qui a dire che dove è possibile la vita questa c'è di sicuro ce ne corre. Attualmente è al di là di ciò che si possa affermare. Inoltre noi conosciamo la vita basata sul carbonio, cioè la nostra. Non è detto che possano esserci altre forme basate su altri tipi di strutture molecolari, anche se ci pare ragionevole dire che le chimiche più semplici siano le più probabili, e quella del carbonio è certo basata su elementi leggeri e abbondanti ovunque nell'universo.

Dopo questa breve lezione di astrofisica, mi viene dunque naturale, pur non avendo la benché minima preparazione in materia (tutti dicono che la filosofia e la fisica sono uguali, per me sono solo inversamente proporzionali visto che al liceo avevo un bell'otto e dall'altra parte un bellissimo quattro) mi sorge spontaneo credere che sia l'ennesima notizia scientifica presa, semplificata, e buttata sulla gente senza troppe spiegazioni. Infatti potremmo forse fare delle proiezioni relative a cosa ci aspetta, vista la vecchiaia di Kepler-452 b e della sua stella. Ma nel farlo dovremmo volontariamente dimenticarci che del nostro "clone" ignoriamo tutto a livello fisico: massa, densità, atmosfera, gravità, pressione. Questi grandi punti di domanda ci vincolano alla supposizione filosofica e niente più. Se poi ci aggiungiamo che per giunta il telescopio della Missione Kepler ha individuato dal 2009 a oggi circa 4700 esopianeti "candidati" di cui certo Kepler-452 b è per ora il più simile per un paio di caratteristiche, ma questo non basta certo a definirlo "fratello" della Terra. In primis perché ogni anno, dal 2009, il telescopio ha individuato un pianeta via via più simile al nostro (il primato è stato rubato a Kepler-22 b), in secondo luogo perché è prevista per il 2024 una nuova missione dell'ESA, Plato, che consentirà di individuare anche pianeti transitanti attorno a stelle più brillanti e più vicine a noi, riducendo così i dubbi giustamente derivanti da una distanza come 1400 anni luce.

Che grande smacco vi starete dicendo tutti, ma personalmente credo che per il momento sia davvero il caso di continuare a sognare guardando le stelle che cadono e aspettando, come ci suggeriscono dal CNR, che i pezzi del puzzle vadano via via componendo quella che soprattutto in questo periodo storico molti si auspicano: una nuova realtà, lontana milioni di anni luce da qui. E se proprio volete evadere a tutti i costi dalla vita monotona che questa nostra Terra ci offre, ci ha già pensato un tal George Lucas a portarci nel sogno di un mondo nuovo.

1 comment

  1. Gaia 29 Luglio, 2015 at 14:42 Rispondi

    Premetto che il sito mi piace molto: mi piacciono la funzionalità, le illustrazioni, gli argomenti, la tipologia di articoli che trattate e l’approccio agli stessi, ma purtroppo non posso dire lo stesso su come siano scritti. Non mi riferisco al lessico o al linguaggio, ma proprio all’ortografia ed alla grammatica! Le punteggiature, la costruzione dei periodi e delle frasi, sembra fatto tutto molto “alla buona” e porta a far risultare un articolo molto confusionario e la lettura poco scorrevole e quindi poco piacevole… Ovviamente non per tutti i post è così, su alcuni non si può dire nulla, ma io di questo ad esempio non c’ho capito molto, soprattutto nella parte precedente l’intervista… In bocca al lupo, e mi raccomando!

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