La droga: quello che i quotidiani non dicono

È di questo weekend l'ultima notizia relativa alla morte di un ragazzino per aver preso una pastiglia di ecstasy in una nota discoteca della riviera romagnola. L'articolo si presenta innanzitutto come una lunga lista di interrogativi in tono polemico: "chi gli ha venduto la droga" "come mai un ragazzino così giovane in vacanza con i genitori si droga" fino alla forte dichiarazione del Codacons: "chiudere la discoteca" sia perché ha ipoteticamente somministrato alcol a minorenni sia perché è possibile che il ragazzo abbia comprato la pasticca all'interno del locale.

Mi ritornano subito alla mente due episodi simili. Il primo, molto recente, parla della tragica morte di un ragazzo in gita a Milano caduto dalla finestra. Anche in questo caso il mondo mediatico è partito subito alla ricerca di colpevoli, carnefici, testimoni ancor prima degli esiti degli esami tossicologici. Stesso iter per un caso più "vicino" a noi, in provincia di Bergamo, dove una ragazzina è morta in seguito a un arresto cardiaco sempre a causa di una pasticca presa in discoteca.

La questione è abbastanza delicata, siccome ci sono comunque in ballo delle vite di giovani ragazzi che non dovrebbero nemmeno essere indagate con i toni con di comunemente fa uso la stampa parlandone appunto cercando sempre un perché, un capro espiatorio, un responsabile e così via. Ma tutto questo non ha un senso senza partire dalla base ovvero dalle droghe a livello chimico per poi approfondire come è cambiato il loro consumo e il loro utilizzo con il passare degli anni. 

L'MDMA (3,4-metilenediossimetanfetamina) è una molecola sintetica derivata della metanfetamina. Sintetizzata per la prima volta nel 1912 dall'industria farmaceutica tedesca Merck, non fu mai commercializzata ma negli anni '60 venne ripescata da alcuni psichiatri negli Stati Uniti per la sua capacità di favorire la comunicazione e l'intimità durante le sedute. Negli anni Ottanta tuttavia iniziò a essere utilizzata per scopi "ricereativi" così, la Food and Drug Administration, decise di dichiararla illegale negli USA e di lì a poco venne proibita anche negli altri Paesi, compresa l'Italia.
I suoi effetti stimolanti sono sostanzialmente legati ai MAO inibitori
, una classe di sostanze che bloccano l’azione di questo enzima presente nello stomaco che ha la funzione di metabolizzare alcune molecole prodotte dal SNC, tra cui la serotonina e la noradrenalina, che con l'assunzione di MDMA vengono rilasciate e soprattutto metabolizzate in modo massiccio. La crescita dei livelli di noradrenalina ha come effetti principali l'aumento della pressione sanguigna (anche oltre i 180), del battito cardiaco (che può superare i 100 bpm) e l'alterazione della capacità corporea di termoregolazione. L’aumento di serotonina porta invece all'alterazione del tono dell'umore e del ciclo sonno-veglia. Qualora la presenza di serotonina sia davvero superiore alla soglia tollerata dal corpo, essa porta ad una sindrome serotoninergica i cui effetti sono nausea, vomito, perdita di conoscenza e della memoria, aumento della pressione sanguigna e del battito cardiaco. Inutile dire che, in concomitanza con l'aumento dei bpm dati dalla noradrenalina e con la disidratazione, gli arresti cardiaci sono dietro l'angolo.

Tuttavia questo potrebbe farvi benissimo dire "beh ma io ne prendo poca, magari in acqua e mi controllo" e su questo non sono nessuno per dare un giudizio. Quando parliamo di pasticche (quelle che il Corriere chiama "ecstasy") però, è bene sapere che le sostanze contenute sono ben diverse da quelle - comunque già impure - che trovate nell'MDMA in cristalli. Innanzitutto nelle pastiglie spesso in laboratorio sono state trovate quantità elevate di destrometorfano che è un analogo sintetico della morfina, gli effetti che produce però sono diversi da quelli degli oppiacei e molto variabili in relazione alla quantità assunta. Si passa da un effetto stimolante ed euforizzante (circa 150mg) a un senso d’ubriachezza con difficoltà di coordinamento motorio sempre maggiore (circa 400mg) all’insorgere di uno stato allucinatorio simile in qualità all’attività onirica (circa 850mg), fino alla dissociazione piena fra mente e corpo assai vicina a quella indotta da un dosaggio pre-anestetico di ketamina (circa 1100mg) ma di durata di gran lunga superiore (circa sei ore). E già qui, se uno fosse in grado di intendere e volere, si starebbe chiedendo che cazzo succede, credevo di aver preso "solo" MD. Se non bastasse, brevemente, nelle pasticche in genere ci finiscono farina, caffeina, psicofarmaci e sostanze tossiche come il piombo, la calce, la stricnina che possono aumentare il rischio d'intossicazione acuta e di morte. Senza contare, è proprio il caso di dirlo dulcis in fondo, che magari nel buio del locale vi danno una caramella come MDMA e in questo caso vi è andata anche bene perché ci smenate i vostri soldi e finita lì.

Per quanto invece riguarda la triade morte-droga-società, ci sarebbero parecchi passaggi da seguire ma l'articolo sta già diventando abbastanza lungo (e noioso). Innanzitutto, secondo le statistiche più recenti degli Stati Uniti, parificando il numero di consumatori l'alcol uccide 8,5 volte e il tabacco 35 volte in più di tutte le droghe illegali messe assieme. Se prendessimo dunque solo l'MDMA la soglia di morte diventerebbe circa dello 0,5% rispetto al resto. Ma siccome non mi piace parlare di numeri legati a tragedie, il passo successivo per logica è capire come è cambiato il trend nel consumo di droghe in Italia negli ultimi dieci anni. Magari alcuni di voi non se lo ricorderanno, ma gli anni Ottanta sono stati segnati dalla piaga dell'eroina, mentre dal 1990 la cocaina ha iniziato a spodestare l'oppiaceo dal mercato. Sicuramente tutti saprete però che, oltre all'età del consumatore, è il periodo storico-sociale che ha influenza nella sostanza di "sballo" prescelta. E guarda caso dal 2000 tutti a parlare e prendere MDMA. Perché il nuovo millennio ha dato il via alle notti in after in discoteca o ai rave party, la cocaina è da sempre molto costosa e quindi, perché non mettere sul mercato delle sostanze che garantiscono di reggere tutta la notte e magari essere anche spigliati con amici e ragazze? In fondo è il mercato che ce lo chiede! Ebbene sì perché signori e signore il colpevole è inutile cercarlo nei ragazzi senza valori, nei locali che hanno pochi controlli di smercio, nelle famiglie che lasciano liberamente uscire i figli e così via. Tutti questi giornali, siti, programmi tv che vogliono assolutamente un capro espiatorio per chiudere la faccenda in modo pulito dovrebbero innanzitutto chiedersi perché un adolescente ha il bisogno di prendere MDMA (o alcol, o qualsiasi altra droga) per divertirsi.

E io una risposta ce l'ho, ed è molto semplice: perché è questa stessa società che hanno creato i mass media stessi a imporre l'omologazione, il gruppo, l'essere fighi, spigliati, sul pezzo a tutti i costi. Poi ovviamente andrebbero prese in considerazione mille variabili soprattutto relative alla salute: chi si droga perché è depresso o frustrato, chi la prova una volta non sapendo di avere problemi cardiaci e ci rimane o chi semplicemente si diverte e finita lì. Ma queste sono cose così personali che nessun reporter riuscirà mai a scoprire.

Ora scusate ma io siccome devo scegliere la mia via per essere "trendy" e visto che sono quasi le 19:30, credo sia giunto il momento di bermi uno Spritz.

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