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Legalize IT

Arriva in Parlamento la proposta di legge bipartisan che intende legalizzare il consumo, la coltivazione e la vendita della cannabis.

È per il 25 Luglio che è stata calendarizzata la discussione generale relativa alla proposta di legge n. 3235 su “Disposizioni in materia di legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati”.

Coltivazione

L'articolo 1 della proposta permette ai maggiorenni la coltivazione in casa della cannabis fino ad un massimo di cinque piante di sesso femminile. Unico obbligo a cui si sarà sottoposti è comunicare all’Ufficio regionale dei Monopoli l'inizio della coltivazione. Sarà possibile anche creare coltivazioni di gruppo, sotto forma di associazioni composte fino ad un massimo di 50 componenti, con lo stesso limite di cinque piante ad associato.

Possesso e Uso

Il secondo articolo della proposta stabilisce che sarà possibile detenere una modica quantità di cannabis per uso ricreativo: 15 grammi dentro casa propria, 5 fuori. Non serviranno in questo caso né autorizzazioni né comunicazioni alle autorità. Rimane il divieto di possesso ed utilizzo per i nostri fratellini e cuginetti minorenni.

Sarà quindi possibile fumare hashish e marijuana all'interno di spazi privati ma non in luoghi pubblici, aperti al pubblico o negli ambienti di lavoro. Va da se che rimane proibito l'uso di cannabis e derivati durante la guida.

L'articolo sesto va a semplificare la produzione e l'utilizzo della cannabis destinata a fini terapeutici. La proposta semplifica infatti:

  • le modalità con cui individuare le zone in cui coltivare cannabis destinata a questo fine;
  • le modalità con cui individuare le aziende farmaceutiche autorizzate a produrle;
  • le modalità di consegna, prescrizione e dispensazione dei farmaci.

Vendita

Rimangono illegali lo spaccio e la vendita della cannabis e dei derivati, ma viene ammessa la cessione gratuita entro i limiti dei cinque grammi.

Sarà l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ad autorizzare i privati a coltivare, produrre e vendere cannabis e derivati. In sostanza entrerà in vigore un vero e proprio regime di monopolio. Dal punto di vista fiscale il Monopolio di Stato applicherà lo stesso regime già esistente per le sigarette mentre saranno dei regolamenti ministeriali a regolarne:

  • tracciabilità del processo produttivo;
  • divieto di importazione e di esportazione;
  • rilascio di autorizzazioni alla vendita;
  • tipologie e caratteristiche dei prodotti ammessi in commercio.

Benefici

Come per l'alcol, sigarette e gioco d'azzardo, il Monopolio di Stato avrà quindi come fine quello di sottrarre alla criminalità il mercato della cannabis, esercitando al tempo stesso un controllo sulla qualità della merce in circolazione, soprattutto in termini di percentuali di tetraidrocannabinolo.

Altro beneficio non da poco saranno le maggiori entrate nelle casse dello Stato. Si stima infatti che l'erario potrebbe guadagnare tra i 5,5 ed gli 8,5 miliardi di euro all'anno, senza contare i risparmi che ne deriverebbero. Legalizzare significa infatti liberare carceri e tribunali dal peso della lotta alla cannabis, portando ad un risparmio di circa 2 miliardi di euro annui.

Come dimostra il World Drug Report delle Nazioni Unite questi benefici sono tangibili in quei paesi occidentali come Colorado e Washington negli USA, in cui la legalizzazione ha portato milioni di dollari nelle casse pubbliche. Soldi che, tra l'altro, vengono in parte spesi nel settore scolastico e nella lotta agli abusi da sostanze stupefacenti.

Cosa fare?

Pure la Direzione Nazionale Antimafia si è espressa a favore affermando che, oltre ai benefici elencati sopra, legalizzando la cannabis si assesterebbe un bel colpo anche al terrorismo internazionale che per l'appunto si finanzia attraverso il narcotraffico. Come potrebbero quindi i nostri rappresentanti in Parlamento perdere questa occasione storica? Chi scrive pensa che questa possa essere la volta buona per il nostro paese per salire un gradino in più sulla scala della civiltà. 220 parlamentari hanno infatti firmato questa proposta di legge, portandole l'appoggio di tutti gli schieramenti politici.

Dal canto nostro, come semplici cittadini, possiamo andare su firmare la petizione al Parlamento Europeo per chiedere un ripensamento delle politiche sulle droghe, basato su evidenze evidenze scientifiche, economiche, sanitarie e giudiziarie.

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