Lollipop Chainsaw: la rivincita della gnocca

Prendiamo una classica cheerleader, poi prendiamo gli zombie e mescoliamo tutto in una scuola. A questo punto, normalmente, la scema bionda con i pon pon è la cena perfetta dei nostri morti viventi di ogni film che si rispetti. Ma proviamo a pensare cosa farebbe Quentin Tarantino: stravolgerebbe la situazione donando una mega motosega con i contro cazzi alla protagonista. Ed è questa l’idea geniale di Lollipop Chainsaw, l’unica differenza è che non si tratta di un film bensì di un videogioco.
Lollipo Chainsaw è un game del 2012, sviluppato da Grasshopper Manufacture, pubblicato dalla Warner Bros. Interactive Entertainment e diretto-ideato da Goichi Suda.
Non ci sono molti modi per definire questo gioco se non epico, per quanto il gameplay sia praticamente basilare (salto, attacco  e combo); il gioco di per sé non richiede grandi sfide, ma la storia e la quantità di mazzate che bisogna dare è davvero degno di nota, per non parlare del grandissimo numero di citazioni e riferimenti. Juliet, la nostra sexy e svampita eroina, è una scolaretta bionda capo cheerleader che come tutte le mattine si dirige verso la il suo college, la San Romero High School (ed ecco già la prima citazione: George Andrew Romero); durante il tragitto in bicicletta si imbatte in diversi zombie, finché non capisce che il fulcro di questa invasione arriva proprio dalla sua scuola.

Da qui, ovviamente dopo diverse mazzate, teste mozzate, combo e urletti isterici, riusciamo a recuperare il “nostro” fidanzato Nick, a cui dovremo tagliare la testa per non farlo mutare, e tramite un rituale magico potremmo tenerlo in vita senza il resto del corpo (diventerà così un gadget che porteremo alla cinta e che useremo per determinati compiti). Ebbene la nostra pon pon girl è in realtà una cacciatrice di zombie armata di motosega, le cui tecniche sono state affinate dal maestro Morikawa, un vecchietto pervertito che lavora in una pescheria.

La trama si dilunga in diversi colpi di scena: il mondo dei morti (il mondo putrescente) ha trovato un tramite per invadere il pianeta terra grazie alle “palle girate” dell’emo della nostra scuola, e Juliet dovrà fare i conti con svariati boss, che prendono le sembianze e lo stereotipo di vari generi musicali : Punk, Metal, anni60, funk electro, rock.

Da qui in poi voglio evitare di raccontarvi la trama, anche perché, come ho già detto prima, è la vera chicca di questo gioco.
Lollipop Chainsaw si distingue da molti altri giochi per diversi aspetti che adesso vi elenco: intanto è uno dei pochissimi titoli dove possiamo ottenere tutti i premi, costumi e armi, senza dover per forza sborsare qualche euro nel gamestore on-line; insomma se vi munite di pazienza potrete avere tutti i contenuti sbloccabili e, per tutti i manga lovers, più vi impegnerete a sbloccare contenuti più riuscirete a “spogliare” Juliet, siccome i vestiti che costano di più sono quelli con meno stoffa.

Le musiche che ci accompagnano sono tanto spassose quanto azzeccate nel contesto del game: ci troveremo investire zombie su una mietitrebbia con la colonna sonora di You Spin Me Round dei Dead or Alive; all'interno dello shop dei potenziamenti partirà Lollipop - The Chordettes; gli attacchi speciali sono scanditi da Mickey - Toni Basil. Insomma, una scorpacciata di musica davvero figa. Le prese in giro ai personaggi dello show si sprecano: avremo zombie giganti a forma di Elvis, un funky Baron Samedi in mutandoni e, dulcis in fundo, il mostro finale porta il nome di Killabilly, un miscuglio tra rockabilly e il film Kill Bill (di Quentin Tarantino).

Oltre alla scuola, che porta il nome del maestro dell’horror Romero, avremo anche la sala giochi che si chiama Fulci Fun Center (conoscete Lucio Fulci?); tra i costumi sbloccabili c’è la tuta di Shiro del fumetto Deadman Wonderland e i riferimenti al manga High School of Death si sprecano per tutto il gioco. Ma ce ne sono davvero troppi da elencare.
Insomma questo videogioco è un vero e proprio scatolone di sorprese tutte da scoprire e da amare, violenza e scemenza in toni rosa shocking e, siccome è un prodotto 100% giapponese, non manca mai qualche inquadratura da pervertito. Cosa volete di più?

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