“Nun je da retta Roma che t’hanno cojonato…”

Durante una passeggiata lungo le strade della Capitale mi è tornata in mente la canzone scritta da Luigi Magni per il film “La Tosca” (1973). Infatti, sarebbe stato impossibile non notare lo stato diffuso delle strade con asfalto inesistente e con buche ovunque, dei marciapiedi con erbaccia incolta alta quanto un bambino, delle mura insozzate da spray, dei cassonetti semidistrutti - addirittura rovesciati - colmi di immondizia, dell’impossibilità di trovare un parcheggio, delle attese interminabili per autobus vetusti e stracolmi di utenti, dei venditori abusivi in ogni strada, del disordine causato dalle automobili lasciate ovunque, ecc. ecc. Una trascuratezza ed un degrado che, fino a pochi anni fa, erano limitati alla periferia estrema (quella limitrofa il Grande Raccordo Anulare), ma che, ormai, hanno invaso ogni quartiere arrivando a due passi dal Centro Storico. Così, mi sono chiesto come sia stato possibile ridurre in queste condizioni quella che è la Capitale, sia della Storia, sia del Cristianesimo, sia della Repubblica Italiana! Rischio l’impopolarità, ma ritengo che le responsabilità vadano principlamente individuate negli ultimi Sindaci e, alla pari, in una percentuale minore dei loro elettori! Qualcuno adesso starà pensando: “Io ho votato Tizio, ma non potevo sapere che avrebbe amministrato in questo modo”; oppure: “Io ho votato Caio, ma lavoro dalla mattina alla sera e non posso interessarmi quotidianamente della politica locale”; infine: “Io ho votato Sempronio, ma non è vero quello che raccontano i mass-media e le responsabilità hanno origini più antiche”. Non è mia intenzione suscitare risentimenti o polemiche, bensì desidero spiegarmi nel dettaglio tentando una breve analisi oggettiva, priva delle idee e della storia che mi appartengono.

Leggo su Wikipedia che Walter Veltroni ha ricoperto il ruolo di Primo Cittadino dal 2001 al 2008. Durante il duplice mandato è stato approvato il Piano Regolatore (atteso da oltre quarant'anni), realizzato l’Auditorium, raddoppiati i posti negli asili nido, originato un boom del turismo superiore a quello raggiunto nel Grande Giubileo del 2000, dato ampio spazio alla solidarietà ed alla cultura con l’annuale “Notte Bianca” e con i grandi concerti gratuiti. Senza mettere minimamente in dubbio quanto letto e qui riportato, vorrei, però, sapere se corrisponda al vero che, al termine dei suoi sette anni, le casse comunali siano risultate indebitate per 6,9 miliardi (secondo Standard & Poor’s)!

Sempre su Wikipedia leggo che Gianni Alemanno ha tenuto la fascia tricolore sul petto dal 2008 al 2013. Durante il mandato ha voluto rafforzare la sicurezza sul territorio dotando i Vigili Urbani di un’arma, smantellare sei campi nomadi, limitare la prostituzione nelle strade, completare la nuova Tangenziale Est (attesa da oltre vent’anni), tentare di ricapitalizzare l'Azienda Municipale dei rifiuti (AMA), approvare lo Statuto di Roma Capitale ed il "quoziente familiare" per bilanciare la tassa dei rifiuti in base alla situazione economica, al numero di componenti ed agli eventuali oneri sanitari delle famiglie. Anche qui prendo per buono quanto letto e riportato, ma, allo stesso tempo, vorrei capire come abbiano potuto manifestarsi due mostri come “parentopoli” (assunzioni nelle aziende municipalizzate tramite chiamata diretta di centinaia di persone vicine alla Giunta) e “Mafia Capitale” (associazione per delinquere di stampo mafioso-politico-imprenditoriale).

Infine, arrivo alla storia recente. Ignazio Marino, Sindaco per poco più di un biennio, ha di certo alterato piccoli e grandi equilibri: dalla discarica di Malagrotta alle aziende municipalizzate, dai camion-bar siti davanti ad ogni monumento ai dipendenti comunali ed ai vigili urbani a cui ha eliminato il cosiddetto salario accessorio. Pure al Sindaco dimissionario vorrei domandare se corrisponda al vero che abbia diligentemente trascritto su alcuni block notes, con la copertina nera, i lati oscuri del PD romano.

Pertanto, a quella percentuale di elettori che difende l’uno o l’altro a spada tratta, pronta a rivotare loro o i loro Partiti di riferimento, senza un'analisi critica, pensando che la verità sia tutta bianca o tutta nera e che il bene, come il male, stia solo in un Partito politico, suggerisco di ascoltare e meditare sul significato della canzone a cui ho fatto riferimento all’inizio e dalla quale ho preso una frase come titolo: “Nun je da retta Roma che t’hanno cojonato (…). Annamo daje Roma, chi se fa pecorone er lupo se lo magna, abbasta uno scossone…”.

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