Je suis not a political analyst

#PrayFor [insert_tragedy]

Stanco della superficialità con cui i media trattano eventi come l’ultimo attacco kamikaze a Kabul ho cercato di capirne di più, facendo ciò che da cittadino medio e spettatore passivo non sono invece abituato a fare: approfondire l'argomento.

Kabul, Afghanistan. 23 Luglio 2016

Migliaia di rappresentanti della minoranza shiita degli Hazara stanno manifestando contro la costruzione di una nuova linea elettrica quando, martedì 23 luglio a Kabul, delle esplosioni uccidono 80 persone e ne feriscono 231. L'Isis, che ha rivendicato l'attacco, ha anche fornito dettagli sull'accaduto: due kamikaze dotati di cinture esplosive si sono infiltrati tra la folla nascondendosi sotto dei burka.

Gli Hazara stavano manifestando pacificamente per far sì che la linea elettrica TUTAP, nata per collegare Turkmenistan, Uzbekistan e Tajikistan con Afghanistan e Pakistan, passasse anche nei territori da loro abitati: le provincie centrali di Bamyan e Wardak. Solo il 30 per cento del territorio afghano è raggiunto dall’energia elettrica e solo il 40 per cento della popolazione può usufruirne.

Anche se dopo la guerra in Afghanistan e la caduta del regime talebano, gli Hazara sono stati maggiormente integrati nella vita politica e sociale afghana, hanno sempre subito delle discriminazioni da parte della maggioranza sunnita. Gli Hazara rappresentano infatti circa il 20% degli afghani.

Perché attaccare dei musulmani?

Quando l’ISIS e le organizzazioni terroristiche di matrice islamica attaccano l’occidente, le loro motivazioni agli occhi di noi occidentali sono più chiare. Gli attacchi di Bruxelles e di Nizza si spiegano col tentativo dell’ISIS di coinvolgere sempre più i governi e le popolazioni occidentali nel fantomatico scontro di civiltà. Ma perché l’ISIS ha attaccato l’Afghanistan, provocando la morte di 80 persone, la maggior parte musulmani?

Una prima spiegazione può essere trovata nella storica lotta tra sunniti, i quali rappresentano l’80% dei musulmani, e sciiti, di cui fanno parte tra gli altri la minoranza Hazara, l’Iran e la Siria. Il conflitto tra i due gruppi risale a secoli fa quando, dopo la morte di Maometto, le due fazioni si scontrarono per decidere chi dovesse succedergli. I primi rappresentanti degli sciiti sostenevano che dovessero essere i consanguinei di Maometto a dover prendere la guida religiosa e politica dei musulmani, mentre i primi sunniti si schierarono invece con Abu Bakr, braccio destro, amico e suocero di Maometto.

Ovviamente nei secoli le differenze sono cresciute, soprattutto per quanto riguarda il rapporto con la religione e l’intermediazione con la divinità: i sunniti basano molto la loro pratica religiosa sulla sunna, mentre invece gli sciiti vedono nei loro leader religiosi un collegamento con Allah. L’Isis, sunnita, considera gli sciiti degli eretici alla stregua degli ateo/cristiani occidentali, per questo non si fa problemi a colpire con attentati terroristici anche i musulmani sciiti.

Un altro motivo può essere trovato nella strategia dell’ISIS di portare tensione nei paesi medio - orientali che già vivono una situazione delicata. In questo modo l’ISIS cerca di dividere la popolazione, polarizzarla e piantare i semi della guerra civile. Se poi ci scappa anche un coinvolgimento dell’occidente, meglio ancora se USA, per l’ISIS è tutto grasso che cola.

Reazioni Online

Ma come abbiamo reagito alla notizia? A differenza delle stragi europee di Nizza e Monaco, i media italiani non hanno dedicato edizioni straordinarie o dirette nei loro telegiornali. Su twitter l'hashtag #Kabul è entrato tra le tendenze dopo pranzo, scalando la classifica di Twitter.

Poco più di 24 ore dopo l'argomento scompare dalle tendenze di italiane di Twitter e viene relegato in fondo alle pagine web di Repubblica, Corriere della Sera e Fatto Quotidiano.

A differenza di #PrayForParis, sui social non si sono viste immagini profilo con la bandiera afgana (questi i colori) ma sono comparsi invece tweet e post di personaggi pubblici che hanno sfruttato l'hashtag #Kabul per ottenere qualche like e retweet in più.

Non è la prima volta che su queste pagine parliamo di Isis e terrorismo e vista l'aria che tira probabilmente non sarà nemmeno l'ultima. Se siete arrivati in fondo a questo articolo, andando oltre al titolo accattivante, il conteggio dei morti ed il simpaticissimo meme finale, magari siamo riusciti ad informarvi un po' meglio su ciò che succede in giro per questo pazzo pianeta.

Pray for Alderaan

Leave a reply

*