Sultan Bathery, dall’India all’America ma tutti italiani

Sultan Bathery è una città in India, se cerchiamo su Wikipedia ci viene nominato un “importante tempio”, e la mente vaga nel misticismo, nelle riflessioni e nella meditazione. Che genere può fare un gruppo che porta questo nome?

Poi parliamo con loro, i Sultan Bathery sono rimasti colpiti dalla incredibile occidentalizzazione di quella città, “c’è un cinema bellissimo” dicono, “il tempio in realtà non è molto importante è una piccola attrazione da turisti”. E ci troviamo ancora più confusi di prima.

I Sultan sono gruppo dalle mille sfaccettature, bravi caparbi e giovani. In loro vediamo tutto quello che il panorama musicale italiano ha dimenticato, come la voglia di sperimentare e di suonare “fuori dal coro”.

La band è una vera miscela di generi: psichedelici, rock, punk, garage, sembrano un cocktail gustoso tra i pezzi dei The Rapture e dei Black Rebel Motorcycle Club reinterpretati da Jack White, insomma una vera esplosione di schegge acide che si conficcano nel cervello.

Se in Italia abbiamo la concezione della gavetta nei piccoli bar, il far vociare di se tramite un telefono senza fili per poi arrivare al primo maggio, i Sultan hanno preso una strada ben diversa, un tour in America, la culla della musica contemporanea rock, per poi girare l’Europa con varie tappe anche in Italia. Il tutto con partenza da Vicenza.

Inutile dire che il gruppo merita, merita eccome! E si spera che i loro pezzi inizino a viaggiare sulle onde radio per farci calcare le strade non solo con il volante ma anche con la testa.

Solo per citarne alcuni c’è Fireworks, canzone omonima del loro EP del 2012, dove fuzz e riff accattivanti accompagnano l’ascoltatore in un genere che sembra dimenticato, Flowers of Evil dalle sonorità lente e psichedeliche (Sultan Bathery, 2014) Dead Leves un brano che sembra uscito dagli anni 60 con il basso in continuo e perpetuo riff che non può fare a meno di calcificarsi nella testa. Insomma, Giovanni Ongaro, Federico Zotta, Matteo "Madnuts" Muser e Marco Zanin, sanno quello che fanno e lo fanno bene! senza fronzoli e senza eccessi, come la vecchia scuola con registrazioni in mono, fuzz e distorsioni graffianti e frizzanti, rudi e puri.

I Sultan Bathery sono un prodotto gustoso, uno di quei prodotti che sembra nato dalla polvere dei garage, buoni come chi alla cucina di alto livello preferisce i gusti forti e abbondanti del Junk Food o, in termini meno eleganti, come quando a un festival guardi il culo a una ragazza e lei si gira e ti sorride.

per informazioni sulla band visitate: SULTAN BATHERY | Facebook

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