“Youth - La Giovinezza”

Fred e Mick - un anziano direttore d'orchestra ed un coetaneo regista cinematografico - ingannano il tempo, nel corso delle loro vacanze, chiacchierano sul futuro che li attende, mentre la vita dei loro figli e degli altri ospiti nello stesso albergo procede. Questo ritmo privo di brio viene scosso da un emissario della Regina Elisabetta, che si presenta per invitare Fred a dirigere un concerto a Buckingham Palace in onore del Duca di Edimburgo. Il vecchio direttore rifiuta la proposta ammettendo di essersi ritirato dalle scene da, ormai, molti anni e di aver composto le melodie solo perché fossero intonate dalla moglie, ora impossibilitata a cantare. Poi, la vita dei due amici riprende, ma in modi opposti: se Fred si culla nel rimpianto e nell’apatia, Mick è animato dalla voglia di fare, sebbene abbia difficoltà nel delineare il giusto finale del suo ultimo film. La loro quotidianità procede attraverso rapporti che condizioneranno i rispettivi futuri: la figlia Lena ed un giovane attore americano per Fred, la diva Brenda Morel per Mick, con la quale ha stretto da tempo un forte legame. In apparenza è Fred a venire sopraffatto dall'apatia. Dopo l’improvviso suicidio dell'amico, infatti, l’anziano direttore riesce a superare il blocco vitale che lo attanagliava: si reca a Venezia ed a Londra, dove accetta di dirigere il concerto, lasciando cantare le sue melodie ad un altro soprano. Da quel momento lo aspetta la giovinezza perduta, la stessa che Mick tentava continuamente di ritrovare.

Dedicato al grande Francesco Rosi, scomparso pochi mesi fa, la seconda pellicola girata da Paolo Sorrentino in inglese si rivela come un film di grande spessore; e tutti i protagonisti si confermano autentici giganti della cinematografia mondiale: Michael Caine, Harvey Keitel ed anche Jane Fonda, che appare in un breve cameo, avrebbero davvero meritato un riconoscimento in occasione dell’ultimo Festival del Cinema di Cannes. A questo proposito, appare francamente strano come un’opera così alta, ambiziosa, di alto livello estetico, non abbia ricevuto la Palma d’Oro. Forse ha ragione il giornalista Alessio Accardo quando si chiede se i Premi abbiano un senso!

Non sembri un vezzo di Paolo Sorrentino l’aver intitolato “Youth - La Giovinezza” un film interpretato per lo più da attori “over 75”. Non a caso, alcuni hanno scritto che si legge giovinezza, ma s’interpreta vecchiaia. Il significato del film, infatti, risulta lampante nella scena in cui il personaggio di Mick ammira con il cannocchiale lo splendido panorama delle Alpi svizzere: quelle lenti sono le stesse con cui ogni persona guarda il proprio orizzonte. Esso, infatti, a seconda dell’età, è incarnato o dal futuro o dal passato!

Consigliato a: chi desidera riflettere sull’ultima età dell’uomo con la bussola della giovinezza. Voto: 7,5.

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